
Gli accordi spezzati
"Gli accordi spezzati" di Roberto Maggi, edito da Bastogi Libri, è un'opera che si distingue per la sua struttura narrativa anticonvenzionale. Non si tratta di un romanzo nel senso tradizionale, ma di un'opera più articolata e organizzata, simile a un album musicale. Le storie, apparentemente slegate, si intrecciano inaspettatamente, creando connessioni imprevedibili.
Nella prefazione, Marina Caracciolo evidenzia come l'ispirazione musicale pervada il libro sin dalle prime pagine, offrendo al lettore la libertà di scegliere: seguire un ordine sequenziale o lasciarsi guidare dall’istinto, proprio come nell’ascolto di una playlist personale.
Le atmosfere evocate sono intense e suggestive, cariche di immagini che richiamano quelle create dalle canzoni stesse. La natura non è un semplice sfondo, ma un elemento vivo e partecipe della narrazione, in perfetta sintonia con l’interiorità dei personaggi.
Il ritmo del romanzo è decisamente rock: ogni "brano" è scandito da citazioni musicali che compongono una melodia letteraria avvolgente. Lo stile, caratterizzato da un’aggettivazione incisiva e da un linguaggio ricercato, conferisce al testo un’aura rarefatta, mentre il flusso narrativo si muove con la precisione di un funambolo in equilibrio tra poesia e caos.
Il titolo stesso, Gli accordi spezzati, racchiude la poetica di Maggi: l’assenza di armonia e il ritmo frammentato diventano metafora di un’esistenza sospesa tra disordine e ricerca di equilibrio.
Leggere questo romanzo è un po’ come entrare in un vecchio negozio di dischi: il lettore, proprio come un appassionato collezionista, si muove tra i vinili, ascoltando frammenti di storie prima di scegliere quelle che più lo colpiscono.
È evidente che l’autore abbia tratto ispirazione dalle pagine di Alta fedeltà di Nick Hornby per comporre un’opera che esplora il dolore, la perdita, la violenza, il senso di colpa, l’errore, il fallimento, ma anche la resilienza e la volontà di riscatto. Il tutto, a ritmo di musica.
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